Vietata in tutta Italia la carne di cavallo: rischio multe, salatissime sanzioni e carcere per chi non rispetterà la legge. Ecco i dettagli che conviene sapere.
L’Italia si prepara a vivere una delle scelte più storiche al livello culinario: già avanzata la proposta di Legge per vietare la macellazione di carni equine, riconoscendo invece gli animali come NON DPA, ovvero non Destinati a Produzione Alimentare. Una svolta che sicuramente avrà un impatto specialmente in alcune zone della Penisola che da tempo basano molto le proprie tradizioni culinarie sulla carne di cavallo e famiglia annessa, prendi ad esempio il Veneto, la Puglia, l’Emilia-Romagna e la Sicilia.

A conti fatti i cavalli, gli asini, i muli e i pony verranno classificati come ‘animali d’affezione‘, pertanto la loro macellazione e vendita sarà bandita e aspramente punita da tutti coloro che non rispetteranno i termini di legge. Ma cosa prevederà questa laddove diventi realtà?
Cosa dice la legge sul divieto di produzione di carne di cavallo
Come ben sappiamo, l’Italia è profondamente basata sulla cultura culinaria regionale e nazionale: basta pensare a piatti simbolo quali la carbonara, l’amatriciana, ma anche le singole realtà regionali come le sfogliatelle napoletane, gli arancini e i cannoli siciliani, il pan dei morti milanese e chi più ne ha più ne metta. Adesso però il nostro Paese è pronto ad affrontare un cambiamento non indifferente legato al consumo di carne equina con annessa macellazione e produzione.
La proposta è stata presentata a Palazzo Madama soltanto due giorni fa in Senato e laddove dovesse diventare legge effettiva, la carne di cavallo verrà vietata in tutto il territorio italiano sia al consumo che alla macellazione. Chi non rispetta i divieti vedrà sanzioni gravi sotto diversi punti di vista. Rischio reclusione da 3 mesi a 3 anni e multe che variano da 30.000. euro sino ai 100.000.

Pertanto cavalli, pony, asini, bardotti e muli verranno classificati come animali d’affezione e dovranno subire le stesse prassi di altri animali domestici: essere iscritti al Registro anagrafico nazionale e possedere regolare microchip per ogni singolo animale entro 60 giorni. Inoltre chi non procederà all’iscrizione e all’identificazione tramite microchip incapperà in sanzioni che variano dai 20.000 euro sino ai 50.000 euro. Difatti il sistema servirà per garantire la protezione dell’animale dalla filiera alimentare, evitando di conseguenza anche il trasporto clandestino o la vendita illegale.
Tuttavia lo Stato non lascia soli coloro che da anni adoperano nel campo della macellazione alimentare equina: lo scopo è rimodulare i macelli in centri di recupero per animali, centri di ippoterapia, maneggi sociali e centri di turismo equino con uno stanzio di 6 milioni di euro destinati alla riconversione dei suddetti allevamenti per il triennio 2025-2027. A questo si aggiunge anche una naturale fase di declino del consumo di carne equina nel corso di circa 13 anni. Nel 2012 infatti le macellazioni erano più di 4000 mila, mentre nel 2025 ne sono state registrate appena 2000.





