Secondo TasteAtlas sono questi i piatti peggiori in Italia: si trovano a Roma e a Milano e per molti sono delle vere eccellenze, impossibile crederci.
L’Italia è la patria della buona tavola, il luogo dove ogni regione custodisce ricette tramandate da generazioni e dove anche il piatto più semplice può trasformarsi in un’esperienza memorabile. Eppure, nel vasto panorama gastronomico nazionale, esistono preparazioni che dividono, sorprendono e talvolta scioccano. Non si tratta di errori culinari o di esperimenti mal riusciti, ma di specialità radicate nella tradizione locale che, fuori dal loro contesto, faticano a conquistare i palati più sensibili.

A Roma e Milano, due capitali indiscusse del gusto italiano, simboli rispettivamente della cucina verace e dell’eleganza gastronomica del Nord, si trovano piatti che compaiono spesso nelle classifiche meno lusinghiere dedicate alle specialità “più difficili” da apprezzare. Il motivo non è la scarsa qualità degli ingredienti né la mancanza di tecnica, ma piuttosto il sapore deciso, la consistenza particolare e l’origine popolare che li rendono autentici e, proprio per questo, talvolta estremi.
Si trovano a Roma e a Milano i piatti peggiori d’Italia: a dirlo è direttamente TasteAtlas
Queste ricette nascono in contesti di cucina povera, quando nulla veniva sprecato e ogni parte dell’animale trovava una destinazione precisa nel piatto. La necessità ha affinato l’ingegno, trasformando tagli considerati “di scarto” in specialità identitarie. Oggi, in un’epoca dominata da impiattamenti scenografici e ingredienti esotici, quelle stesse preparazioni continuano a essere servite nelle trattorie storiche, amate dai puristi e temute dai meno avventurosi.

Il primo piatto che TasteAtlas considera peggiore è l’insalata di nervetti, una ricetta storica e popolare di Milano. Seppur nel capoluogo lombardo questa ricetta sia vera e propria memoria storica, i tendini bovini bolliti, tagliati, conditi e serviti freddi con limone, cipolla e aceto ricevono scarso apprezzamento. Sarà per il sapore deciso o per la consistenza soda e gelatinosa ma quello che da sempre è simbolo delle osterie dei quartieri operai è stato designato peggior piatto italiano.
A Roma invece, troviamo la trippa alla romana. Piatto tipico delle trattorie locali, ma le frattaglie non convincono chi non è abituato a mangiarle. Bocciati pure la pizza mimosa con panna, prosciutto, mozzarella e mais – una combinazione di ingredienti troppo pop lontana dall’idea italiana di pizza e il risotto alle fragole. Tra i piatti peggiori, infine, la schiacciata con l’uva fiorentina, la dolcezza fuori dalla Toscana non convince.
Insomma, in una lunga serie di eccellenze, nel nostro Paese non manca il rovescio della medaglia e in questo caso è rappresentata da due piatti, che non tutti riusciranno a comprendere a pieno.





