Il segreto degli uomini che vivono oltre i 100 anni, non è solo fortuna: cosa distingue davvero chi raggiunge la longevità.
Uno studio che ha analizzato le abitudini quotidiane di chi supera i novant’anni, realizzato dall’Università di Teramo con un focus sugli anziani in Abruzzo, lascia emergere un filo conduttore sorprendente: non è tanto la genetica a fare la differenza, quanto un insieme di scelte alimentari e ritmi quotidiani che il corpo percepisce come naturali e protettivi.

Il primo elemento che colpisce è l’attenzione alla prima colazione. Non si tratta di uno snack veloce o di un caffè al volo, ma di un pasto completo, spesso salato, che avvia la giornata fornendo energia e nutrienti in modo equilibrato. A questo si accompagna una pratica altrettanto importante: l’intervallo tra cena e pranzo del giorno successivo è lungo, talvolta superiore alle 16 ore, permettendo al sistema digestivo di riposarsi e riducendo lo stress metabolico e immunitario.
Non è una dieta estrema, né restrittiva: è un equilibrio naturale, in cui i pasti si alternano a periodi di digiuno controllato, consentendo al corpo di rigenerarsi senza sforzi eccessivi. Questo approccio contribuisce a mantenere stabile il metabolismo, favorisce la regolazione dei trigliceridi e limita l’infiammazione cronica, che sappiamo essere alla base di molte malattie legate all’età.
L’impatto della dieta e dei nutrienti sulla salute
La longevità non dipende solo dal digiuno tra un pasto e l’altro, ma anche dalla qualità di ciò che si consuma. La tradizionale dieta mediterranea si conferma come un fattore protettivo: frutta, verdura e legumi non solo apportano vitamine e minerali essenziali, ma aiutano a ridurre lo stress ossidativo e a rafforzare il sistema immunitario. Le persone longeve non puntano a calorie vuote o cibi ultraprocessati, ma scelgono alimenti naturali e variati, con un bilancio tra proteine, carboidrati e grassi “buoni” che sostiene l’energia e mantiene attivi gli organi vitali.

Non sorprende, quindi, che chi segue queste abitudini abbia risposte immunitarie più efficaci. Altri studi recenti collegano una corretta alimentazione alla capacità dell’organismo di reagire meglio alle infezioni e di rispondere in maniera più efficace ai vaccini. Chi trascura l’equilibrio nutrizionale o accumula eccessi di peso tende a mostrare una maggiore suscettibilità alle malattie, una risposta immunitaria meno reattiva e un aumento dell’infiammazione cronica, elementi che incidono sulla qualità e durata della vita.
Perché possiamo affermare che la longevità non è frutto del caso
L’interesse verso nuove fonti alimentari, come i prodotti a base di insetti commestibili, sottolinea come il concetto di nutrizione funzionale sia in evoluzione. Questi alimenti, ricchi di antiossidanti e composti antinfiammatori, potrebbero integrarsi nei regimi moderni senza compromettere l’equilibrio naturale dei pasti, pur rispettando il ritmo e la moderazione che da secoli guidano le popolazioni più longeve.

In definitiva, la longevità non è frutto del caso, ma di un approccio consapevole all’alimentazione e alla giornata. Non conta mangiare di meno o rinunciare al gusto, ma ascoltare il corpo, rispettare i suoi ritmi e privilegiare nutrienti naturali che sostengano energia, difese e vitalità. Il segreto degli uomini centenari si nasconde così tra colazioni generose, pause digestive prolungate e scelte alimentari intelligenti, mostrando che vivere a lungo è possibile quando il cibo diventa alleato del benessere e non solo fonte di piacere immediato.





